L’energia dei Giapponesi (e non solo) che arriva dallo spazio

GIAPPONE – Terminato il primo test di trasmissione dell’erergia senza fili, il gruppo Mitsubishi Heavy Industries Ltd. sta ora cercando di adattare su larga scala la tecnologia di trasmissione wireless verso stazioni riceventi installate a Terra: Può darsi che tra qualche decade saremo in grado di trasmettere l’energia tramite comuni onde elettromagnetiche

Non è la pubblicità di una macchina, nè un racconto di fantascienza, bensì un progetto che da più di un anno è nel grembo capace del colosso dell’industria giapponese, e che prevede la trasmissione sulla terra di energia prodotta nello spazio.
Al momento il prototipo è in fase di test (sulla Terra), ed è ben lontano dall’essere disponibile su larga scala.

Ma in cosa consiste?

Entriamo un pò più nel tecnico. Le tecnologie in fase di sviluppo sono due: la trasmissione ad onde elettromagnetiche e quella a impulsi laser.
Per quanto riguarda il primo tipo, tutti gli studi mirano a creare un dispositivo in grado di trasmettere l’energia generata nello spazio tramite un’opportuna stazione geostazionaria, con un onda elettromagnetica, direzionale e ad alta frequenza, diretta verso una seconda stazione ricevitrice localizzata sulla Terra.
Le prove svolte da Mitsubishi Heavy Industries Ltd, in collaborazione con l’agenzia spaziale giapponese, hanno dimostrato l’efficacia di un sistema di questo primo tipo, in grado di stabilire un “ponte” costante tra la stazione emittente e quella ricevente.

Non sono disponibile invece, al momento, informazioni riguardanti test sulla tecnologia laser che, almeno dal punto di vista teorico, sarebbe altrettanto valida e molto simile alla prima.
Il laser infatti, essendo un fascio luminoso, può essere veicolato allo stesso modo di un onda elettromagnetica direzionale, ed essere successivamente riconvertito in elettricità.

Il vero nodo da sciogliere, al di là delle speculazioni fanta-scientifiche, è stabilire se un tale sistema si possa riprodurre su vasta scala; quello che è certo, è che in un momento come quello attuale di gran necessità in termini di fonti energetiche alternative, proprio lo spazio potrebbe iniziare a restituire parte delle aspettative (e non da meno delle risorse) che sono state riposte in lui da più di mezzo secolo.

 

-Paolo Baratti-

 

Fonte:
http://www.mhi-global.com/news/story/1503121879.html